venerdì 18 marzo 2011

PERCHE’ CONTINUIAMO A CHIAMARE L’UOMO, “ ANIMALE”?









Spesso, troppo spesso leggo o sento utilizzare i termini “bestia”, “animale” oppure “peggio di una bestia” in riferimento a tragici eventi,  perché  atti così atroci compiuti dagli uomini vengono accomunati  agli animali?

Se un uomo compie  violenza su una donna o peggio ancora su un minore,immediatamente viene  classificato “animale”, no io non ci sto!

Nessun animale è capace di tanto orrore, il loro istinto predatorio  ha come unico scopo la sopravvivenza, non c’è mai crudeltà o voglia di fare del male gratuitamente.

E allora smettiamola di usare questi termini e iniziamo a rispettarli perché abbiamo tanto da imparare da loro, se un  uomo si macchia di un grave crimine succede perché E’ un uomo e NON un animale!






giovedì 3 marzo 2011

VOGLIA DI LIBERTA'!









Forzati in un habitat innaturale, rinchiusi in pochi metri recintati e  in  mostra per il divertimento umano.... la vorreste una vita così?





martedì 1 marzo 2011

NON ERA QUELLO CHE VOLEVO!







Sono entrato qui dentro da cucciolo,ma ricordo vagamente come.

Rammento però uno scatola di cartone,  il freddo intenso di quella mattina e quel grande cancello verde ”sono certo che la mia mamma mi sta cercando, mai  mi lasciarebbe solo ed affamato” mi ripetevo.

Sento dei passi avvicinarsi, vedo persone che si affacciano dall’alto e  mi guardano … fa davvero tanto freddo, tremo  e faccio fatica a muovere la coda…… forse è per questo che si allontano velocemente, pensano che sono un cattivo cane, ma non è così!

Dall’interno del cancello proviene un forte abbaiare e penso: “ beati loro, hanno una casa e sono al caldo” ad un tratto il grande portone verde si apre, incuriosito mi alzo e metto le zampine sul bordo della scatola per sbirciare.

Una signora si accuccia verso di me e mi solleva, ho un po’ paura per la verità, la sua  voce è dolce … non riesco a capire cosa  sta dicendo, ha lo sguardo simile alla mia mamma però… mi accarezza e mi porta dentro .

Vedo tanti cani … non ne avevo mai visti tanti così, c’è chi mi saluta e chi sembra arrabbiato con me, non capisco una cosa …. “perchè stanno tutti chiusi in enormi gabbie? eppure non sembrano cattivi …. vabbè me lo spiegherà la mamma appena riesce a trovarmi”.

Da allora sono passati tanti tanti anni, anche io sono dentro un box da una vita e davvero non  comprendo il motivo, non sono più il cucciolo di un tempo, ormai sono vecchio, le ossa mi fanno male, faccio fatica a muovere le zampe …  sento che la vita mi sta lasciando.

 Vita … che strana parola questa … non ne ho mai avuto una, qualcuno ha deciso per me, ma non era questo che volevo, quando ero piccolo mamma era solita ripetere: “Amore mio, ti aspetta una vita piena di gioie!”…. invece sono 10 anni che mi trovo qui,nel canile.

Sono stanco..davvero tanto stanco, ho voglia di lasciarmi andare.....mi distendo sul pavimento della mia cella e chiudo gli occhi … “cerco di mettere a fuoco il tuo viso.…. sento il tuo odore mamma ….. sto arrivando da te!”


                                                             

mercoledì 23 febbraio 2011

KANDU, CAGNOLINO DISABILE CHE AIUTA I DISABILI



La storia di Kandu sembra tratta dal libro Cuore, nasce nel 2005 senza le zampette anteriori, i proprietari decidono a malincuore di farlo sopprimere pensando di alleviargli una vita di sofferenze.

Il giorno stabilito, viene portato nella clinica veterinaria per  l’eutanasia e qui inizia la magia…..l’Associazione Evergreen Animal Protective League  decide di interpellare La Orthopets, un'azienda specializzata nella costruzione di  protesi ortopediche per cani e gatti  che  si offre immediatamente di   realizzare un carrellino con le ruote su misura per  Kandu.

In poco tempo  riprende vita,corre e conduce una vita serena esattamente come gli altri cani, Kandu ha una dote particolare…  un carattere socievole e dolce,dopo un  addestramento  ottiene l'attestato ufficiale di cane da terapia.

Oggi Kandu visita gli ospedali e offre  compagnia agli ammalati ed ai disabili, anziani e bambini sono felici di averlo accanto, regala sorrisi e un po’ di magia… la stessa che gli è stata regalata da un angelo qualche anno prima




venerdì 18 febbraio 2011

COLLABORAZIONE










QUESTA E' LA SPAGNA!




Quando si pensa alla Spagna inevitabilmente il pensiero  di sofferma sulla Corrida, eppure  vi assicuro che non è  l’unica orribile tradizione che  contraddistingue questo Paese.

Anno dopo anno nel silenzio più totale si perpetuano violenze  e sacrifici inutili ai danni degli animali … entriamo insieme in questo inferno senza fine:

FIESTA DEL PERO PALO

Un Asinello vecchio e malandato viene ubriacato, montato dall'uomo più grosso del paese, picchiato brutalmente ,  maltrattato in diversi modi... I protagonisti più attivi sono i giovani di leva, che devono "dimostrare la loro maturità", trascinano l'asinello, legato con una corda piena di nodi in una corsa veloce, mentre altri lo percuotono selvaggiamente. L'animale cade a terra ferito, la gente lo trafigge con grossi coltelli. Spesso gli vengono strappati gli occhi, tagliata la coda, spezzate le zampe....


FIESTA CON VAQUILLAS

Le vitelline vengono inseguite da una folla e bastonate fino alla morte. I bambini di due anni, vengono armati di piccoli bastoni per imparare dai più grandi... (immagini fortissime,  ho deciso di non pubblicarle)

FIESTAS CON PATOS

Gli uomini provano la loro forza e la loro destrezza, strappando le teste di oche vive, appese per le zampe ad una corda. (immagini cruente, ho deciso di non pubblicarle)

CORRIDA MARINERA

Approfittando della bassa marea, si torturano diversi vitellini in acqua fino alla morte. Tutto intorno il pubblico assiste divertito mangiando sardine salate (le immagini sono troppo  forti ho deciso di non pubblicarle)

FIESTA CON GALLOS

Consiste nello strappare la testa di galli vivi, galoppando su un cavallo. Vince chi strappa piu teste.


FIESTA JUBILO TORO

Il toro, percosso e terrorizzato da colpi di mortaretti viene legato ad un palo, alle corna vengono poste palle di cotone intrise di olio, catrame o sego, alle quali viene dato fuoco. La corda viene tagliata e il povero animale corre disperato in mezzo ad una folla feroce che lo percuote con bastoni ,il fuoco si alimenta, facendo colare negli occhi il liquido ardente accecandolo. Il toro si contorce convulsamente e sbatte la testa infuocata contro il suolo. Intorno, la folla infierisce con pungoli e bastoni... Esaurita la fiamma, l'animale viene selvaggiamente  scuoiato e squartato.




E non sono le uniche “feste”….
BENVENUTI … QUESTA E’ LA SPAGNA!


giovedì 17 febbraio 2011

UNA MATTINA DI ORDINARIA FOLLIA







Eppure sembrava una giornata normale.......

Come ogni mattina mi reco al canile, tolgo il cappotto e prima di iniziare il giro di controllo e sfamare i numerosi ospiti del rifugio, ricordo di non aver acquistato le sigarette (è un vizio che non riesco a togliere), sbuffando indosso nuovamente il paltò ed esco a piedi  dirigendomi al bar tabacchi poco distante. 

Ad un tratto sento alle mie spalle la forte accelerazione di una macchina e un tonfo sordo, istintivamente mi giro  ma non vedo nulla, tranne l’auto che si allontana velocemente, continuo a camminare ma c’è qualcosa dentro di me che mi obbliga a fermarmi, mi giro di nuovo e torno indietro, esattamente nel punto in cui ho sentito il rumore sordo.

Fa particolarmente freddo, è prestissimo, c’è poca gente per strada, inizio a cercare  qualcosa..... non so esattamente cosa, ad un tratto scorgo tra due macchine parcheggiate un sacchetto di plastica, mi avvicino  lentamente e mi inchino …. il silenzio è totale,  forse per la mia innata curiosità o per una sorta di sesto senso, decido di toccare con la punta del piede il sacchetto.

Mi rendo conto che dentro non c’è immondizia, il cuore mi batte forte, so già cosa troverò.  Raccolgo il sacchetto da terra e lo appoggio delicatamente sul cofano della macchina, è chiuso con un doppio nodo, non riesco ad aprirlo, strappo la plastica mentre ansimo … il cuore mi si ferma per un attimo … all’interno c’è un cucciolo di cane con le zampette legate e un una bandana che chiude il musetto.

Velocemente lo libero dalla  striscia di stoffa, inizia a respirare meglio ma trema come una fogliolina, avvolgo il corpicino con la mia sciarpa ed inizio a correre come una pazza verso il canile, lo porto in ufficio... rabbia e tenerezza si mescolano. Lo libero anche della corda che trattiene le zampine e lo stringo a me cullandolo.  

Lentamente sento che non trema più, il musetto è appoggiato alla mia spalla, inizio a piangere silenziosamente mentre lo cullo  e gli carezzo la schiena, è scheletrico e mi rendo conto che c’è qualcosa che non va.

Chiamo il veterinario, malgrado l’ora è paziente e mi dice che da lì a poco mi raggiungerà per constatare le condizioni  del piccolo. Occhio e croce avrà un paio di mesi è uno  “scricciolo” con degli occhietti arguti.

Nell’attesa metto del latte in polvere in un biberon e lo allatto. Come sospettato, il veterinario  diagnostica una deformazione alla spina dorsale che lo porterà a zoppicare vistosamente per tutta la vita.

In quel preciso momento sento crescere dentro di me una furia incontenibile, come si può legare, chiudere in  un sacchetto, gettare in mezzo alla strada un cucciolo perché ha la sventura di essere nato con un difetto fisico? Con quale cuore ci si può guardare in viso senza sputarsi? Sarò cattiva ma auguro la stessa sorte all’autore del gesto con una sottile differenza che non scrivo per decenza, ma che è facilmente intuibile.

Per il momento  Tabacco (l’ho chiamato in questo modo, perché  solo grazie al mio vizio è vivo), rimarrà in canile per tutte le analisi e terapie necessarie  poi la mia collega lo adotterà. 

Nella disgrazia il piccolo Tabacco è stato fortunato, avrà una famiglia che si occuperà di lui e dimenticherà velocemente questa brutta esperienza, non diventerà un'altra “ anima invisibile” del canile.

Da parte mia, rimarrà la rabbia per non essere riuscita a focalizzare immediatamente la situazione e di non aver annotato mentalmente il numero di targa della bestiaccia che ha avuto il coraggio di macchiarsi di un gesto così vile.


 Silvia_60